La parola “design” deriva dall’inglese e significa progettazionecostruzione e realizzazione di un oggetto, più o meno complesso.
Il termine sta ad indicare quindi, non il semplice disegno come ci capita di pensare, ma di tutta una serie di attività che partono dalla ricerca, ideazione e progettazione, finalizzazione e quindi creazione di un prodotto materiale (sedia, lampada, cornice) ed immateriale (prodotti comunicativi e audiovisivi).

Il vero protagonista di questo processo creativo è il designer, una figura a 360°, un po’ inventore, ingegnere, architetto, grafico, fotografo, stilista, agente di commercio, filosofo, sociologo e psicologo, ma anche operaio metalmeccanico, pittore falegname, ad altro ancora. Una figura complessa dunque.

Per comprendere il suo ruolo, immaginiamo il designer come un ponte che avvicina l’azienda ai bisogni dei consumatori mettendo a disposizione tutte le sue competenze. Culturaprofessionalità e profonda conoscenza delle tendenze insieme ad intuito, passione e curiosità per raggiungere l’obiettivo: realizzare un prodotto di successo!

Tutte le grandi aziende si affidano a grandi designer, capaci di reinventarsi ogni giorno, di scoprire il mondo ogni giorni con gli occhi di un bambino…

Urquiola: «La mia creatività nasce dalla vita quotidiana, la priorità è inventare prodotti che siano sempre “utili, comodi e funzionali”.»

Dove e come nasce il design moderno?

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In Germania, nel 1919 nasce il Bauhaus, una scuola in cui vengono insegnate tutte le arti contemporaneamente e, secondo un’unica idea, si creano dipinti, si progettano edifici e si studiano oggetti (poltrone, lampade, teiere) dalle forme razionali ma gradevoli, adatti alla produzione industriale pur non escludendo l’attività artigianale. Un fattore estremamente rilevante per il futuro del design è l’importanza attribuita dal Bauhaus allo studio dei materiali: perché un oggetto sia ben riuscito bisogna conoscere prima di tutto le caratteristiche tecniche dei materiali di cui è composto. Questo aspetto ha ancora oggi molto rilievo.

In Italia, gli artisti Giacomo Balla e Fortunato Depero, esponenti del futurismo, non solo dipingono quadri, ma progettano mobili, disegnano stoffe, abiti, ventagli, lampade, secondo una visione unica che si richiama a coloratissime forme geometriche (triangoli, quadrati, sagome ondulate) capaci di comunicare allo spettatore un senso di movimento, dinamicità e varietà, caratteristico dei tempi moderni dominati dalla macchina.

Il moderno concetto di design viene però adottato solo a partire dai primi del Novecento, quando disegnare un mobile, una serie di posate o una tazzina inizia a essere considerato importante quasi quanto progettare un grattacielo. Si afferma l’idea di un’unità delle arti, secondo una nuova modalità di progettazione e invenzione le cui parole chiave sono semplicità, bellezza e funzionalità.

Ma cosa vuol dire quindi acquistare un prodotto di design?

Un prodotto di design dunque racchiude dentro di sé un mondo, fatto d’amore, studio, dedizione, passione e cura del dettaglio. Un prodotto di design è unico nel suo genere, ricercato, esclusivo e di alta qualità. È bello e funzionale al tempo stesso.

Acquistare un prodotto di design vuol dire credere nel suo valore e nel lavoro che c’è dietro. Vuol dire affidarsi alla qualità e unicità dandogli il giusto significato.
Noi di GM ci crediamo e per questo continuiamo a fare il nostro lavoro con passione e amore tutti i giorni da anni.