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In un precedente articolo avevamo parlato dell’importanza della figura del designer e di quanto fosse fondamentale.
Oggi vogliamo approfondire una collaborazione per noi molto significativa!

GM abbraccia il talento del rinomato designer Davide Sartori professionista di successo già noto presso aziende quali Albor, Alfascale, Cavicchi, De Concilio, Roma Mouldings, Euro Porfidi, Guizzi ed ancora Benati, Parquet In, Zanin,Pierre Cardin, Pramar. La collaborazione con Davide Sartori ha inizio nello scorso novembre 2016. Un periodo a stretto contatto con la produzione e con tutto lo staff, ma soprattutto vicino alla nostra idea di cornice. Un unico obiettivo: progettare una creazione di eccellenza!

“Ottenere prodotti difficilmente imitabili…
che lascino un segno e soprattutto al servizio del business.”

Davide nasce da genitori corniciai e dopo svariate esperienze, inizia il suo percorso lavorativo nella bottega artigiana di famiglia. Prima da collaboratore e poi in prima linea come imprenditore. La sua innata creatività e curiosità lo spingono a voler vedere oltre (il suo leitmotiv) e, benché profano dai processi e meccanismi produttivi della cornice, inizia a realizzare prototipi di cornici confezionate e non. Ovviamente raccolgono subito un successo nel mercato nazionale e successivamente estero. È da queste prime creazioni che si innesca quello che sarebbe stato il suo di futuro di designer.

“Nasce l’esigenza di trasformare la mia produzione di cornici confezionate, in cornici in asta, per cercare di avere più chance sul mercato. Ho dovuto quindi ripartire da zero, e con finanze veramente risicate, iniziai a produrre cornici in ulivo e in radica, il mio sistema di produzione industriale era assolutamente empirico, ma il risultato del prodotto risultava di altissima qualità.”

Arruolato come designer dalle primarie aziende di cornici lascia la sua azienda per seguire definitivamente il suo percorso, ed è subito successo.
Nei primi anni 2000 fonda prima Sartori Davide Forniture per produzione di complementi di arredo e poi Sartori Industrial Design per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito del design, protagonista con Diego Perusko di un famoso progetto Sartori-Perusko e dell’evento itinerante Materiamente. Partecipa a manifestazioni di livello internazionale quali Abitare il tempo (VR) e Fuori Salone (MI). 

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Dopo aver lavorato in altri settori, sono entrato nell’attività di famiglia, e ho fatto il corniciaio affiancando i miei genitori. Utilizzavo quindi le cornici prodotte dalle più importanti aziende produttrici italiane. Ma solamente in veste di corniciaio, la prima idea di business parallelo all’attività del negozio, fu quella di produrre portafoto, per servire i negozi di fotografia.

L’idea di iniziare a produrre direttamente le cornici, è nata dopo la morte di mio padre, perchè cercavo in qualche modo di differenziare la mia offerta.
L’inizio è stato una vera sfida, non avendo mai prodotto cornici, ma avendole semplicemente comprate, e non avendo alcun mentore, ho dovuto, attraverso l’impegno, l’abnegazione  e la mia innata curiosità, imparare partendo da zero. Ho iniziato a produrre in modo empirico e artigianale cornici confezionate in legno e radica che vendevo nel mio negozio, il business si è esteso al di fuori del mio negozi, quando un rappresentante, vedendo le mie creazioni, le ha ritenute interessanti ed ha iniziato a proporle ad altri negozi, in seguito a quel rappresentante se n’è aggiunto un’altro, poi un’altro ancora.

Ma mi resi conto che le cornici confezionate avevano un utilizzo limitato, vista la difficoltà di gestione da parte degli utilizzatori.

L’idea di iniziare a produrre direttamente le cornici, è nata dopo la morte di mio padre, perchè cercavo in qualche modo di differenziare la mia offerta. L’inizio è stato una vera sfida, non avendo mai prodotto cornici, ma avendole semplicemente comprate, e non avendo alcun mentore, ho dovuto, attraverso l’impegno, l’abnegazione e la mia innata curiosità, imparare partendo da zero. Ho iniziato a produrre in modo empirico e artigianale cornici confezionate in legno e radica che vendevo nel mio negozio, il business si è esteso al di fuori del mio negozi, quando un rappresentante, vedendo le mie creazioni, le ha ritenute interessanti ed ha iniziato a proporle ad altri negozi, in seguito a quel rappresentante se n’è aggiunto un’altro, poi un’altro ancora.

Ma mi resi conto che le cornici confezionate avevano un utilizzo limitato, vista la difficoltà di gestione da parte degli utilizzatori.

Nacque quindi l’esigenza di trasformare la mia produzione di cornici confezionate, in cornici in asta, per cercare di avere più chance sul mercato.
Nel giro di poco tempo ero arrivato ad avere la copertura totale del mercato italiano, e partecipavo alla fiera SACA di Bologna, ricevendo riscontri positivi anche dal mercato estero.
La mia azienda produceva, proprio perché realizzati con sistemi empirici e non convenzionali, prodottiesteticamente differenti da quelli che si trovavano sul mercato.

Successivamente ricevetti un’interessante offerta di collaborazione dalla CCC De Concilio, che mi aveva cercato, con l’intenzione di utilizzare la mia creatività e professionalità, per pensare a prodotti che potessero aumentare i loro mercati. Accettai questa nuova sfida, e da lì a poco, chiusi la mia attività di produttore iniziando a estendere il mio lavoro di designer in altri settori.

Dopo innumerevoli successi alla De Concilio e trasversalmente con Roma Moulding distributore negli USA, tra i quali le elegance, venetian, tabacchino, iniziò una nuova collaborazione con Albor, per la quale creo collezioni tra le quali sesto senso e form X. 

Nel frattempo il mio lavoro come designer al di fuori del mercato della cornice inizia ad avere risultati significativi.

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Chi è il suo ispiratore e mentore?

Credo che la creatività sia una dote innata, che attraverso un percorso di ricerca mosso dalla curiosità, porti a affinare un concetto estetico.
Ritengo quindi che non esistano modelli da seguire se non quello di credere in se stessi con la massima umiltà, ed è questo “basso profilo” che rende chiunque mentore!

Se dovessi indicare un mentore ideologico, direi “la voglia di vedere oltre“.

Cosa può ancora dare la cornice in termini di innovazione, di arredo e mercato?

La cornice non è diversa da tutti gli altri oggetti di design, vive di idee, di ricercasviluppo e di innovazionetecnologica. Ciò che la rende ancor oggi un oggetto più “artigianale” di altri, è la sua stessa matrice artigianale.
Nasce come complemento che deve emozionare oltre che avere una funzione, quindi connotati tattili oltre che estetici diventano fondamentali.

La “bellezza” di una cornice vive di dettagli, essendo una superficie generalmente molto piccola, il dettaglio può spostare gli equilibri, ed è quella finezza espressiva che cerco ogni volta.
Credo che in termini di innovazione tecnologica, si possa ancora fare molto, si possa indagare al fine di poter ottenere processi produttivi differenti da quelli attuali.

Come e quando arriva l’illuminazione creativa?

L’idea nasce dal saper ascoltare e vedere ciò che ci ruota intorno. È importante saper cogliere anche nei piccoli dettagli ogni sfumatura, ognuno di questi è una tessera di un puzzle, immagazzinarle e finalizzare, l’idea si ottiene quando i tasselli del puzzle sono completi.
Esiste comunque un codice etico, che appartiene al modo del “fare design”, quello legato all’idea che non deve essere fine a se stessa, a tal punto da divenire arte, ma deve essere al servizio del business.
Quindi spesso la creatività serve per risolvere problemi oggettivi di mercato, spesso mi preoccupo più di ciò che non esiste sul mercato, chiedendomi il perché, e spesso in questo percorso di ricerca mi trovo a rielaborare più volte la mia idea iniziale, cercando il giusto equilibrio tra ciò che vorrebbe il mio senso estetico e ciò che richiede il mercato.

I suoi progetti?

Il progetto principale è quello di continuare a esprimermi con la stessa libertà intellettuale che ho avuto fin ora, cercando di lavorare maggiormente sulla tecnologia per arrivare ad ottenere prodotti difficilmente imitabili, che lascino un segni.

Cosa ci può raccontare del progetto con GM?

Credo che i progetti vincenti si costruiscano con gli uomini, si possono raggiungere grandi risultati di crescita solo se si riesce a fare squadra, se non emergono figure predominanti, pur nella distinzione doverosa dei ruoli. Attraverso questa forma di maturità si può creare un marchio vincente, questo è ciò che ho trovato in GM!